Settore Antichi e Rari

Collezioni speciali e doni

L’indice che segue elenca le schede relative ai fondi librari posseduti dalle sezioni (Cognetti, Patetta, Ruffini e Solari)

 

 

COLLEZIONI SPECIALI

 

DONI

 

 

Fondo Pier Luigi Albini

Notizie sul  possessore 

Pier Luigi Albini (Vigevano, 15 giugno 1807 - Torino, 18 marzo 1863) è stato un giurista e politico italiano, deputato del Regno di Sardegna. Laureatosi in giurisprudenza a Torino nel 1829, esercitò l'avvocatura presso il Regio Senato di Casale e sin dal 1830 insegnò materie giuridiche, dapprima come ripetitore privato nominato nel 1831 dal Magistrato della Riforma a Vigevano poi, dall’anno successivo, come pubblico insegnante nelle Regie Scuole Universitarie di Novara. Qui insegnò diritto canonico e civile (1836-1842) e poi diritto canonico e penale (1842-1846).

Fu chiamato a Torino quando, nel 1846, venne creata in quell'università la cattedra di "Enciclopedia e storia del diritto", di cui fu il primo titolare. Nel 1849 Albini venne nominato alla cattedra di "Principi razionali del diritto". Mantenne questo insegnamento sino alla morte. 

Tra le sue opere ricordiamo un’Enciclopedia del diritto (1846), dove si indicano i criterî che debbono guidare lo studio storico del diritto.

 

Data e modi di acquisizione

Il Fondo giunge alla Biblioteca Federico Patetta nel 1990 per volontà del nipote di Pier Luigi Albini. Insieme ai libri, pervengono anche un quadro ad olio raffigurante lo stesso Albini  e parte della sua corrispondenza: 18 lettere del  giurista tedesco Karl Mittermaier (Monaco di Baviera 1787 - Heidelberg 1867) e 11 di Federico Sclopis (Torino 10 gennaio 1798 – ivi, 8 marzo 1878), magistrato e politico italiano.

 

Alimentazione del fondo  

Il Fondo è considerato chiuso.

 

Indicizzazione del fondo

Il Fondo è stato interamente catalogato su supporto elettronico e le notizie bibliografiche complete sono disponibili all’interno della base dati della Biblioteca Bobbio e dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico.

 

Accessibilità del fondo  

Il Fondo è consultabile presso il Settore  Antichi e Rari della Biblioteca Bobbio.

Escluso dal prestito.

 

Consistenza

62 volumi (2 antichi)

 

Identificazione, ordinamento e collocazione

A*Fondo Albini  numero a catena

 

Stato di conservazione

Buono

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Fondo Cesare Bertolini

Notizie sul possessore 

Nato a Venezia il 4 gennaio 1863, laureatosi in giurisprudenza a Padova nel 1885.

Il 7 dicembre 1899 fu nominato professore di diritto romano all'Università di Torino. Fu socio della R. Accademia di Scienze, Lettere ed Arti di Modena, preside della Facoltà di Giurisprudenza  e membro della Commissione permanente della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino. Fu Direttore-bibliotecario dell’Istituto giuridico dove rimase fino alla morte (26 settembre 1915); fu esegeta accurato e critico sottile.

 

Data e modi di acquisizione

Non si ha la data precisa del perfezionamento della donazione.

Il Fondo riunisce parte della biblioteca dello studioso. 

 

Alimentazione del fondo  

Il Fondo è considerato chiuso.

 

Indicizzazione del fondo

Il Fondo è stato interamente catalogato su supporto elettronico e le notizie bibliografiche complete sono disponibili all’interno della base dati della Biblioteca Bobbio e dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico.

 

Accessibilità del fondo  

Il Fondo è consultabile presso il Settore Antichi e Rari della Biblioteca Bobbio.

Escluso dal prestito.

 

Consistenza

1678 volumi (93 antichi)

1715 opuscoli (1 antico)

 

Identificazione, ordinamento e collocazione

A*Dono Bertolini A B C D numero a catena

A*Dono Bertolini.Op numero a catena

 

Stato di conservazione

Buono

 

Note e segnalazioni particolari

Sulle copertine degli opuscoli etichetta di possesso con numero a catena.

Sul dorso dei volumi etichetta dell’Istituto Giuridico “Dono Bertolini”.

Timbro a secco “Dono Bertolini” su volumi e opuscoli.

Numerose note manoscritte e dediche.

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Fondo Vittorio Brondi

Notizie sul possessore 

Nacque ad Altare (Savona) il 2 aprile 1863 da Mariano e Giuseppina Berruti. Fece i suoi primi studi a Carcare, nel Collegio degli Scolopi, per passare quindi a Savona nel liceo Chiabrera. Nel novembre 1882 si trasferì a Torino, si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza laureandosi nel 1886. Si dedicò allora allo studio del diritto amministrativo, conseguendo nel 1892 la libera docenza e nel 1895 la cattedra nel 1895.

Preside della facoltà di Giurisprudenza di Torino dal 1916 al 1919 e rettore della stessa università dal 1922 al 1924, Brondi fece parte dal 1917 del Consiglio Superiore dell'Istruzione Pubblica e in seguito ne divenne vicepresidente. In questa veste si dedicò al riordinamento del sovrabbondante materiale legislativo relativo all'istruzione pubblica. Nominato senatore nel 1922, intervenne una sola volta nel dibattito parlamentare con un discorso pronunciato nel 1926 sulla riforma dei Decreti Regi in materia di pubblica assistenza. Morì a Torino il 27 marzo 1932.

 

Data e modi di acquisizione

Non si ha la data precisa del perfezionamento della donazione.

Il Fondo riunisce parte della biblioteca dello studioso. 

 

Alimentazione del fondo  

Il Fondo è considerato chiuso.

 

Indicizzazione del fondo

Il Fondo è stato interamente catalogato su supporto elettronico e le notizie bibliografiche complete sono disponibili all’interno della base dati della Biblioteca Bobbio  e dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico.

 

Accessibilità del fondo  

Il Fondo è consultabile presso il Settore Antichi e Rari della Biblioteca Bobbio.

Escluso dal prestito.

 

Consistenza

1161 volumi (14 antichi)

1510 opuscoli

 

Identificazione, ordinamento e collocazione

A*Dono Brondi numero a catena

A*Dono Brondi.Op numero a catena

 

Stato di conservazione

Buono

 

Note e segnalazioni particolari

Timbro a secco sulle copertine degli opuscoli.

Note manoscritte e dediche.

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Fondo Mario Chiaudano

Notizie sul possessore 

Nacque da antica famiglia chierese a Roma il 20 novembre 1889da Giuseppe e da Maria Appiano e morì a Torino il 27 dicembre 1973.

Dopo aver frequentato le scuole medie a Roma nel 1901, a seguito della nomina del padre a conservatore dell'Armeria Reale, si trasferì con la famiglia a Torino. Qui frequentò il liceo e la locale Facoltà di Giurisprudenza, approfondendo gli studi di scienze economiche e di storia del diritto italiano. Discepolo di Luigi Einaudi e Federico Patetta, nel luglio 1912 conseguì la laurea discutendo la tesi La finanza sabauda nel secolo XIII premiata, l’anno seguente, dal Consiglio Accademico dell’Università di Torino, allora presieduto da Francesco Ruffini.

 

Data e modi di acquisizione

Già nel 1969, Chiaudano esprimeva l’auspicio che la sua Biblioteca fosse unita a quella di Patetta. Il Fondo giunge nel 1971. A donarlo è lo stesso Chiaudano, interessato alla conservazione della sua collezione privata. La scelta della donazione alla Biblioteca è spiegata dal sentimento di profonda stima e ammirazione che legava Chiaudano a Patetta, sua guida scientifica, che ne segnò profondamente gli studi soprattutto sulle fonti inedite.

 

Alimentazione del fondo  

Il Fondo è considerato chiuso.

 

Indicizzazione del fondo

Il Fondo è stato interamente catalogato su supporto elettronico e le notizie bibliografiche complete sono disponibili all’interno della base dati della Biblioteca Bobbio e dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico.

 

Accessibilità del fondo  

Il Fondo è consultabile presso il Settore Antichi e Rari della Biblioteca Bobbio.

Escluso dal prestito.

 

Consistenza

2638 volumi (364 antichi)

1908 opuscoli (19 antichi)

 

Identificazione, ordinamento e collocazione

A*Fondo Chiaudano numero a catena

A*Op.Fondo Chiaudano numero a catena

 

Stato di conservazione

Discreto

Note e segnalazioni particolari

Numerose note manoscritte e dediche.

Ex libris con colori dominanti blu e azzurro , che reca il motto “In obscura nocte sidera micant”, lo stesso che accoglie il visitatore allo Speco di Subiaco.

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Fondo Salvatore Cognetti De Martiis

Notizie sul possessore

Economista italiano (Bari 1844 – Torino 1901). Nominato professore alle Università di Siena e di Torino (1878), si trasferì nel capoluogo piemontese per insegnare economia politica.

Fu socio nazionale dell'Accademia delle Scienze di Torino (dal 26 giugno 1887), socio corrispondente dell'Accademia dei Lincei, membro del Consiglio superiore di statistica e libero docente in sociologia. Negli ultimi dieci anni di vita, Cognetti assunse la direzione della quarta serie della Biblioteca dell’Economista e fondò il Laboratorio di Economia Politica di Torino. Il fondo, a lui appartenuto, raccoglie monografie, periodici e volumi rari e di pregio.

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Fondo Ermanno Eydoux

Notizie sul possessore

Nacque il 21 marzo 1915 in Camerano Casasco (Asti) da famiglia di origine francese. Si laureò presso l’Università di Torino in Economia e Commercio.

Arruolato nell’Esercito Italiano durante la Seconda Guerra Mondiale, fu spedito in Jugoslavia, fatto prigioniero e poi liberato dagli Alleati. Rientrò in Italia nel 1945.

Iniziò nel 1946 la sua carriera amministrativa; fu segretario comunale in diversi comuni del nord Italia. Ebbe la nomina a segretario della Provincia di Asti, di segretario generale della Regione Autonoma della Valle D’Aosta e, infine, di segretario generale della Provincia di Torino. Fu anche sindaco di Camerano Casasco.

Vista la sua esperienza maturata in Eritrea tra il 1937 e il 1939, presso i Municipi di Asmara e di Assab, esercitò funzioni di segretario capo del Comune di Mogadiscio e partecipò all'elaborazione del progetto di legge relativo al referendum per l'assetto costituzionale della Somalia, organizzando e dirigendo in modo impeccabile le elezioni amministrative.

È stato segretario generale della Provincia di Asti e ha sempre coltivato la sua grande passione per la storia locale, cui ha dato importanti contributi con la pubblicazione di numerose ricerche su diverse località dell’Astigiano.

 

Data e modi di acquisizione

Fu lo stesso Ermanno Eydoux, ancora vivente, a donare alla Biblioteca Patetta parte della propria collezione libraria. Lo studioso aveva un forte legame con i docenti afferenti alla Biblioteca, in particolare con il professor Isidoro Soffietti, suo amico.

 

Alimentazione del fondo  

Il Fondo è considerato chiuso.

 

Indicizzazione del fondo

Il Fondo è stato interamente catalogato su supporto elettronico e le notizie bibliografiche complete sono disponibili all’interno della base dati della Biblioteca Bobbio e dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico.

 

Accessibilità del fondo  

Il Fondo è consultabile presso il Settore Antichi e Rari della Biblioteca Bobbio.

Escluso dal prestito.

 

Consistenza

218 volumi (6 antichi) 

 

Identificazione, ordinamento e collocazione

A*Fondo Eydoux numero a catena

 

Stato di conservazione

Buono   

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Fondo Marcella Falletti

Notizie sul possessore 

Nata a Torino il 6 gennaio 1915. Si laurea in Lettere il 5 novembre 1940.

Fu professoressa di Lettere e Filosofia.

 

Data e modi di acquisizione

La donazione del Fondo avviene in due momenti: nel 1973 Marcella Falletti dona circa duecento volumi appartenuti al professor Umberto d’Alessandro. La parte più cospicua del Fondo giunge in un secondo tempo, il 30 marzo 1979, sempre per decisione della Falletti stessa, in virtù dell’amicizia che la legava all’allora Direttrice della Biblioteca, professoressa Maria Ada Benedetto. 

 

Alimentazione del fondo  

Il Fondo è considerato chiuso.

 

Indicizzazione del fondo

Il Fondo è stato interamente catalogato su supporto elettronico e le notizie bibliografiche complete sono disponibili all’interno della base dati della Biblioteca Bobbio e dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico.

 

Accessibilità del fondo  

Il Fondo è consultabile presso il Settore Antichi e Rari della Biblioteca Bobbio.

Escluso dal prestito.

 

Consistenza

851 volumi (6 antichi) 

 

Identificazione, ordinamento e collocazione

A*Fondo Falletti numero a catena

 

Stato di conservazione

Buono

 

Note e segnalazioni particolari

La maggior parte dei circa 200 volumi appartenuti a Umberto d’Alessandro hanno il monogramma del possessore sul dorso. La rilegatura è ad opera della legatoria Carlo Russo come da timbro presente sulla prima carta.

Numerosi volumi presentano l’ex libris con il nome del possessore: il bastone di Asclepio alla base del quale compare la dicitura “Que sais-je?” (“Cosa so?”, il motto di Montaigne), sormontato da una rosa e dal motto “Flos amoris ac mortis” (Fiore dell'amore e della morte)  e dalla testa della gorgone Medusa. Gli exlibris riportano anche il n. a catena assegnato all’epoca.

Numerose firme autografe di Umberto d’Alessandro e dediche degli autori.

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Fondo Carlo Montanari

Notizie sul possessore

Scomparso nel 2016, il professor Carlo Montanari ha insegnato a lungo presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Torino, afferendo alla Biblioteca Federico Patetta.

Fu profondo conoscitore di testi antichi e studioso appassionato.

 

Data e modi di acquisizione

Il Fondo, che riunisce parte della biblioteca dello studioso, viene donato dalla nipote Maria Teresa Montanari nel giugno 2016.

 

Alimentazione del fondo 

Il Fondo è considerato chiuso.

 

Indicizzazione del fondo

Il Fondo è stato interamente catalogato su supporto elettronico e le notizie bibliografiche complete sono disponibili all’interno della base dati della Biblioteca Bobbio e dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico.

 

Accessibilità del fondo 

Il Fondo è consultabile presso il Settore Antichi e Rari della Biblioteca Bobbio.

Escluso dal prestito.

 

Consistenza

117 volumi (39 antichi)

 

Identificazione, ordinamento e collocazione

A*Fondo Montanari numero a catena

 

Stato di conservazione

Buono

indice

 

 

Fondo Federico Patetta

Notizie sul possessore 

Federico Patetta (Cairo Montenotte, 16 febbraio 1867 – Alessandria, 28 ottobre 1945) si laurea in Giurisprudenza  presso l’Università di Torino nel 1887. Dopo un triennio di perfezionamento, intraprende la via dell’insegnamento universitario della Storia del diritto italiano che lo porta dapprima a Macerata, quindi a Siena, Modena e Pisa. Il 6 maggio 1909 viene chiamato a Torino, subentrando a Francesco Ruffini. Qui, insegnerà fino all’anno accademico 1932-1933. A partire dal 1925 tiene anche il corso di Esegesi delle fonti del diritto italiano e ricopre la carica di preside della Facoltà di Giurisprudenza fino al suo trasferimento a Roma, nel 1933.

La bibliografia di Patetta è davvero imponente, per il numero e la qualità delle pubblicazioni scientifiche. Il suo primo e fondamentale lavoro Le ordalie: studio di storia del diritto e scienza del diritto comparato è un saggio pubblicato nel 1890 e ancora citato ad oltre un secolo dalla sua uscita. Il decennio 1890-1900 rappresenta un periodo intenso e fecondo: i suoi studi recano un apporto determinante alla conoscenza delle fonti giuridiche, con la pubblicazione di una serie di saggi, articoli, note, edizioni di testi che rivelano la sua vasta cultura e la padronanza degli strumenti per lo studio critico delle fonti. 

Con l’inizio del nuovo secolo si assiste ad un cambiamento d’interessi. I temi di storia giuridica, sebbene ancora presenti, tendono a sfumare, per lasciare il posto ad una più varia e composita gamma di argomenti: dalla storia civile a quella letteraria, filologia, storia dell’arte. Sempre con rigore critico e con vigile attenzione ai documenti, per lo più inediti.

Morì improvvisamente alla stazione ferroviaria di Alessandria, in occasione di un viaggio, il 28 ottobre 1945.

 

Data e modi di acquisizione

Il Fondo rappresenta il nucleo originario della Sezione Patetta  e fu acquistato dall’Università di Torino nel  1950 per volontà di Guido Astuti, allievo di Patetta, su proposta delle nipoti dello studioso.  Non giunge, però, nella sua interezza perché Patetta stesso, nel  suo testamento olografo del  6 maggio 1935, aveva destinato alla Biblioteca Apostolica Vaticana  tutti i codici manoscritti,  gli autografi,  le pergamene, e i  documenti. 

 

Alimentazione del fondo  

Il Fondo è stato implementato nel corso degli anni dai docenti afferenti alla Biblioteca, con l'acquisto di oltre milleduecento esemplari antichi, alcune ristampe anastatiche di opere rare e  un manoscritto del XIV secolo.

 

Indicizzazione del fondo

Il Fondo è stato catalogato su supporto elettronico e le notizie bibliografiche complete sono disponibili all’interno della base dati della Biblioteca Bobbio e dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico.

 

Accessibilità del fondo  

Il Fondo è consultabile presso il Settore  Antichi e Rari della Biblioteca Bobbio.

Escluso dal prestito.

 

Consistenza

Il Fondo originario è composto da oltre 80 mila volumi e opuscoli, che spaziano in vari filoni:  dagli studi storico-giuridici a quelli filosofici, artistici e letterari.

Oltre 23 mila esemplari sono antichi e comprendono 29 incunaboli, 2517 cinquecentine, 3302 seicentine, 9721 settecentine e oltre 7 mila testi rari e preziosi dell’Ottocento. A questi vanno aggiunti una serie di carte geografiche e mappe militari e una raccolta di periodici satirici della seconda metà dell'Ottocento.

Non ultima, la serie di almanacchi, lunari, calendari e strenne dei secoli XVIII e XIX che ci forniscono stralci di un mondo passato. Un materiale di indubbio interesse storico, ma anche di curiosità e di costume, rappresentato da libretti di piccole dimensioni. La raccolta annovera circa 150 esemplari stampati in gran parte a Torino, Genova, Modena, Firenze e Parigi.

 

Identificazione, ordinamento e collocazione

A*Patetta  (sezioni numeriche + lettera  e da  Alm. a  XVI)

A*Op.Patetta  

 

Stato di conservazione

Buono

 

Note e segnalazioni particolari

Note manoscritte, etichette di possesso e numero d’ingresso assegnato agli esemplari da Patetta stesso;  dediche  su numerosissimi volumi.

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Fondo Franco Pierandrei

Notizie sul possessore

Nato a Trento il 30 ottobre 1914, si considerava da molti anni torinese di adozione. A Torino, infatti, si era laureato in giurisprudenza nel 1936, nominato assistente nel 1938 e conseguito la libera docenza nel 1942.

Fu professore ordinario nelle Università di Messina e di Pisa; nel 1955 torna ad insegnare a Torino quale successore del suo maestro Emilio Orosa sulla cattedra di diritto costituzionale.

Membro dell’Accademia Peloritana di Messina, della Società italiana per l’organizzazione internazionale, del Centro italiano di studi giuridici, dell’Istituto di studi giuridici e politici della Regione Sicilia, della International Political Science Association e dell’Institut International de Philosophie politique. Ha fatto parte del Consiglio Direttivo dell’Istituto di Scienze Politiche “Gioele Solari” sotto la direzione di Norberto Bobbio. Fu anche socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Torino.

È mancato all’improvviso il 15 dicembre 1962.

 

Data e modi di acquisizione

Non si ha la data precisa del perfezionamento della donazione.

Il Fondo riunisce parte della biblioteca dello studioso.

 

Alimentazione del fondo 

Il Fondo è considerato chiuso.

 

Indicizzazione del fondo

Il Fondo è stato interamente catalogato su supporto elettronico e le notizie bibliografiche complete sono disponibili all’interno della base dati della Biblioteca Bobbio e dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico.

 

Accessibilità del fondo 

Il Fondo è consultabile presso il Settore Antichi e Rari della Biblioteca Bobbio.

Escluso dal prestito.

 

Consistenza

1342 opuscoli

 

Identificazione, ordinamento e collocazione

A*Dono Pierandrei.Op numero a catena

 

Stato di conservazione

Buono

 

Note e segnalazioni particolari

Timbro a secco sulle copertine degli opuscoli.

Note manoscritte e dediche.

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Fondo Galileo Pinoli

Notizie sul possessore 

Nato ad Ivrea il 10 marzo 1864. Laureato in giurisprudenza l’8 febbraio 1887 presso l’Ateneo torinese, fu Procuratore presso i Tribunali civili e penali di Ivrea e Aosta e avvocato. Fine collezionista di reperti storici. Nel 1907, durante la costruzione del nuovo stabilimento di filatura Rossari & Varzi, viene portata alla luce parte di una necropoli romana, i cui oggetti di corredo entrano a far parte della collezione privata dell’avvocato Pinoli, poi  donata al Museo civico P.A. Garda nel 1937. È morto nel 1940.

 

Data e modi di acquisizione

Fu donato dalla Famiglia Pinoli di Ivrea nel 1975. La parte più ricca e articolata della collezione, fu donata  nel 1943 alla Biblioteca Civica “Costantino Nigra” di Ivrea.

 

Alimentazione del fondo  

Il Fondo è considerato chiuso.

 

Indicizzazione del fondo

Il Fondo è parzialmente catalogato: attualmente le registrazioni bibliografiche disponibili sulla base dati della Biblioteca e dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico coprono oltre i due terzi  del totale della raccolta. 

 

Accessibilità del fondo  

Il Fondo è consultabile presso il Settore  Antichi e Rari della Biblioteca Bobbio.

Escluso dal prestito.

 

Consistenza

117 volumi (77 antichi)

 

Identificazione, ordinamento e collocazione

A*Fondo Pinoli numero a catena

 

Stato di conservazione

Buono

 

Note

Note manoscritte.

Ex libris a sfondo bianco e disegno in verde scuro, con il nome del possessore e il motto latino “In dies cariores” che può tradursi liberamente con “agire” o “passare all’azione”.

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Fondo Silvio Pivano

Notizie su possessore o possessori

Nacque a Saluzzo il 16 gennaio 1880 e morì a Torino il 15 luglio 1963. Apparteneva ad una famiglia dell’alta borghesia; si laureò a Torino nel luglio del 1900 con una tesi di soggetto romanistico scritta in latino. Perfezionò i suoi studi in Germania ed insegnò nelle Università di Camerino, Sassari e Parma. Approdò infine a Torino, dove fu titolare della cattedra di Storia del diritto romano prima e di quella di Storia del diritto italiano poi, nonché Rettore dell’Ateneo dal 1928 al 1937, anni difficili, resi tali soprattutto dall’imposizione del giuramento al regime. Fu collocato a riposo nel 1956 e nominato emerito.

 

Data e modi di acquisizione

Il fondo viene donato nel 1966 da Erminia Bottaro, in ricordo del marito Silvio Pivano, che insegnò nell’Ateneo torinese dal 1933 fino al secondo dopoguerra.

 

Alimentazione del fondo  

Il Fondo è considerato chiuso.

 

Indicizzazione del fondo

Il Fondo è stato interamente catalogato su supporto elettronico e le notizie bibliografiche complete sono disponibili all’interno della base dati della Biblioteca Bobbio e dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico.

 

Accessibilità del fondo  

Il Fondo è consultabile presso il Settore  Antichi e Rari della Biblioteca Bobbio.

Escluso dal prestito.

 

Consistenza

267 volumi

1259 opuscoli

 

Identificazione, ordinamento e collocazione

A*Fondo Pivano numero a catena

A*Op.Fondo Pivano numero a catena

 

Stato di conservazione

Discreto

indice

 

 

Fondo Francesco ed Edoardo Ruffini 

Notizie sui possessori

Francesco Ruffini fu un giurista e uomo politico (Lessolo 1863 - Torino 1934). Nominato senatore del Regno d'Italia nel 1914. Socio di numerosi collegi accademici, fra i quali i Lincei e l'Istituto lombardo di scienze e lettere; presidente dell'Accademia delle Scienze di Torino dal 1918 al 1922 e Rettore dell’ateneo torinese dal 1910 al 1913. Nel 1925 firmò il Manifesto degli intellettuali antifascisti, redatto da Benedetto Croce; rifiutatosi di giurare fedeltà al regime fascista, nel 1931 fu dimesso dalla cattedra. Nel campo scientifico può considerarsi il restauratore dello studio del diritto canonico in Italia e il giurista che maggiormente collaborò, insieme con Francesco Scaduto, alla prima elaborazione del diritto ecclesiastico italiano.

Edoardo Ruffini Avondo storico del diritto (Torino, 25 aprile 1901 – Borgofranco d'Ivrea, 10 febbraio 1983); iniziò il suo insegnamento nel 1926 come incaricato di storia del diritto italiano nell’Università di Camerino. Nel 1927 vinse la cattedra e insegnò  diritto ecclesiastico, diritto canonico e istituzioni di diritto romano; fu anche preside di facoltà. Nel 1931, come suo padre Francesco, rifiutò di prestare giuramento di fedeltà al fascismo e perse la cattedra. Fu reintegrato nel  1944. La sua opera più notevole riguarda I sistemi di deliberazione collettiva nel medio evo italiano (1927); è autore di importanti studî monografici sulla storia del principio maggioritario nelle assemblee medievali italiane.

 

Data e modi di acquisizione

Il Fondo di Francesco ed Edoardo Ruffini consta di oltre 13 mila esemplari tra monografie, periodici e opuscoli.

È giunto presso la Biblioteca Patetta come donazione di Edoardo Ruffini, che desiderava mettere a disposizione degli studiosi il materiale raccolto dal padre Francesco durante l’arco della sua vita.

È una ricchissima collezione di opere a carattere storico, filosofico, letterario e scientifico, con particolare riguardo al diritto canonico ed ecclesiastico, e con numerosi titoli in lingua tedesca.

Comprende anche i tre registri topografici manoscritti, a corredo della raccolta libraria.

 

Alimentazione del fondo 

Il Fondo è considerato chiuso.

 

Indicizzazione del fondo

Il Fondo è stato interamente catalogato su supporto elettronico e le notizie bibliografiche complete sono disponibili all’interno della base dati della Biblioteca Bobbio e dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico.

 

Accessibilità del fondo 

Il Fondo è consultabile presso il Settore  Antichi e Rari della Biblioteca Bobbio.

Escluso dal prestito.

 

Consistenza

7769 volumi (1319 antichi)

5755 opuscoli (61 antichi)

 

Identificazione, ordinamento e collocazione

A*Fondo Ruffini numero a catena

A*Fondo Ruffini.Op.A -B-C-D-E numero a catena

 

Stato di conservazione

Buono

 

Note e segnalazioni particolari

Sulle etichette del Fondo compare la dicitura Biblioteca Ruffini e numero a catena.

Dediche e note manoscritte su numerosi esemplari.

 

Ex libris di Francesco Ruffini, che reca il motto “Tundendum” (abbreviazione del detto latino Dum ferrum candet, tundendum est ovvero Fintanto che il ferro è caldo, deve essere battuto)

Immagine: Un braccio che impugna un martello nell’atto di battere su un’incudine.

 

Ex libris di Edoardo Ruffini, che reca il motto “Che gran disio mi stringe di sapere” (citazione dalla Divina Commedia – Inferno)

Immagine: Scaffalatura con libri antichi.

indice

 

 

Fondo Gioele Solari

Notizie sul possessore

Gioele Solari (Albino, Bergamo 1872 - Torino 1952), filosofo del diritto.

Nel 1891 si trasferì a Torino per frequentare la Facoltà di Giurisprudenza dove si laureò nel 1895. Alla laurea in giurisprudenza, Gioele Solari ne fece seguire altre due: in lettere nel 1896, in filosofia l’anno seguente.

La prima tesi di laurea nacque in seno al laboratorio di economia politica fondato nel 1893 da Salvatore Cognetti de Martiis.

A partire dal 1897, Gioele Solari si avviò alla carriera scolastica, insegnando varie discipline a Torino e nella regione e iniziò la sua carriera accademica. Insegnò all’università di Cagliari, poi Messina e, infine, Torino, dove riprese servizio nella sua antica facoltà nel 1918. Oltre a Cognetti, primo maestro, e dopo Carle, maestro di positivismo, idealismo sociale e filosofia civile, fu legato da un forte sodalizio a Piero Martinetti.

Negli anni 1926-1929 tenne l’incarico di storia delle istituzioni e delle dottrine politiche che lasciò al suo primo allievo Alessandro Passerin d’Entrèves.

Insegnò a Torino dal 1918 al 1948. Fu socio nazionale dei Lincei (1946).

Studioso di vastissimi interessi, ha dato in particolare contributi di grande valore allo studio della filosofia giuridica e politica tedesca tra illuminismo e romanticismo (con particolare predilezione per l’indirizzo kantiano). Alla sua scuola si sono formate generazioni di storici, filosofi e sociologi del diritto e della politica, da Piero Gobetti, Alessandro Passerin d’Entrèves, Mario Einaudi, Norberto Bobbio, Renato Treves a Luigi Firpo, Filippo Barbano, Uberto Scarpelli.

Tra le sue opere principali si ricordano: L'idea individuale e l'idea sociale nel diritto privato (1911-1918);  Il problema morale. Studio storico-filosofico, Torino 1900;  Socialismo e diritto privato. Influenza delle odierne dottrine socialiste sul diritto privato (1906), a cura di P. Ungari, Milano 1980; La vita e il pensiero civile di G. Carle, Torino 1928; La formazione storica e filosofica dello Stato moderno (1930), a cura di L. Firpo, Napoli 1985; Studi storici di filosofia del diritto, prefazione di L. Einaudi, bibliografia degli scritti di Gioele Solari a cura di L. Firpo, Torino 1949; La filosofia politica, a cura di L. Firpo, I-II, Roma-Bari 1974.

Nel 2000 è stato pubblicato il volume La vita degli studi. Carteggio Gioele Solari-Norberto Bobbio 1931-1952, a cura e con un saggio introduttivo di Angelo D'Orsi.

(estratto da: Angelo D'Orsi - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 93 (2018).

 

Data e modi di acquisizione

Il Fondo è stato ceduto nel 1952 dalla Sig. Clara Masante, vedova Solari, con un trasferimento di proprietà all’Università degli Studi di Torino, che si è impegnata a pagare alla vedova, vita natural durante, un vitalizio mensile. L’Università di Torino ha anche destinato una somma all’istituzione di un premio nazionale da assegnare per concorso ogni anno, intitolato al prof. Gioele Solari. Il Fondo costituisce il corpo iniziale della Biblioteca dell’Istituto di Scienze Politiche fondata nel 1954.

 

Alimentazione del fondo

Il Fondo è considerato chiuso.

 

Indicizzazione del fondo

Il fondo è stato interamente catalogato e disponibile sul catalogo di Unito e dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico.

 

Accessibilità del fondo

Il Fondo è consultabile presso il Settore Antichi e Rari della Biblioteca Bobbio.

Escluso dal prestito.

 

Consistenza

7203 volumi (835 antichi)

3722 opuscoli (16 antichi)

3,5  metri lineari circa  di materiale archivistico

 

Identificazione, ordinamento e collocazione

Sezione inventariale GIS  -  Collocazione da A*raro 1.001 a  A*raro 36.099

Sezione inventariale GIS  -  Collocazione da A*raro Op.li 0000.1 a A*raro Op.li 04.640

 

Stato di conservazione

Buono

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Fondo Giovanni Vidari

Notizie sul possessore

Filosofo e pedagogista (Vigevano 1871 - Torino 1934), Il 9 novembre 1906 viene nominato professore ordinario di filosofia morale nell’università di Pavia e fu membro del R. Istituto lombardo di scienze e lettere. Si trasferisce a Torino il 1° dicembre 1909.

A Torino fu anche titolare della cattedra di pedagogia, preside della Facoltà di Filosofia e Lettere e fece parte della Giunta del Consiglio superiore per l’istruzione primaria e popolare. Socio nazionale dei Lincei. Grande conoscitore dell’opera e del pensiero di Kant, ne tradusse molte opere.

 

Data e modi di acquisizione

Il Fondo è stato acquisito tramite donazione alla fine degli anni Novanta per volontà della famiglia. Riunisce parte della biblioteca dello studioso; si tratta di volumi per la maggior parte di carattere filosofico e pedagogico.

 

Alimentazione del fondo 

Il Fondo è considerato chiuso.

 

Indicizzazione del fondo

Il Fondo è stato interamente catalogato su supporto elettronico e le notizie bibliografiche complete sono disponibili all’interno della base dati della Biblioteca Bobbio e dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico.

 

Accessibilità del fondo 

Il Fondo è consultabile presso il Settore Antichi e Rari della Biblioteca Bobbio.

Escluso dal prestito.

 

Consistenza

553 volumi (4 antichi)

380 opuscoli

 

Identificazione, ordinamento e collocazione

A*Fondo G.Vidari numero a catena

A*Op.Fondo G.Vidari numero a catena

 

Stato di conservazione

Discreto

 

Note e segnalazioni particolari

Note manoscritte su diversi esemplari.

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