Settore Antichi e Rari

Collezioni e fondi antichi della Biblioteca Norberto Bobbio

L’indice che segue elenca le schede relative ai fondi librari posseduti dalle sezioni (Cognetti, Patetta, Ruffini e Solari)

 

- Fondo P.L. Albini

- Fondo C. Bertolini

- Fondo V. Brondi

- Fondo M. Chiaudano

- Fondo S. Cognetti De Martiis

- Fondo E. Eydoux

- Fondo M. Falletti

- Fondo F. Patetta

- Fondo G. Pinoli

- Fondo S. Pivano

- Fondo F. ed E. Ruffini

- Fondo G. Solari

- Fondo G. Vidari

 

Fondo Pier Luigi Albini

Notizie sul possessore:

Nato a Vigevano il 15 giugno 1807, si laureò in giurisprudenza a Torino nel 1829. Esercitò l'avvocatura presso il Regio Senato di Casale e sin dal 1830 insegnò materie giuridiche, dapprima come ripetitore privato nominato nel 1831 dal Magistrato della Riforma a Vigevano poi, dall’anno successivo, come pubblico insegnante nelle Regie Scuole Universitarie di Novara. Qui insegnò diritto canonico e civile (1836-1842) e poi diritto canonico e penale (1842-1846).

Fu chiamato a Torino quando, nel 1846, venne creata in quell'università la cattedra di "Enciclopedia e storia del diritto", di cui fu il primo titolare. Nel 1849 Albini venne nominato alla cattedra di "Principi razionali del diritto". Mantenne questo insegnamento sino alla morte, avvenuta il 18 marzo 1863.

Data, modi di acquisizione e storia del fondo:

Il fondo giunge alla Biblioteca Federico Patetta nel 1990 per volontà del nipote di Pier Luigi Albini.

Con il materiale librario giungono anche le lettere manoscritte di corrispondenza fra Albini e il magistrato e politico Federigo Sclopis e fra Albini e Karl Mittermaier, giurista e uomo di stato tedesco. Non ultimo, un quadro ad olio raffigurante lo stesso Albini e conservato nella sala di consultazione del Settore Antichi e Rari della Biblioteca Bobbio.

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Fondo Cesare Bertolini

Notizie sul possessore:

Giurista italiano nato a Venezia il 4 gennaio 1863, laureatosi in giurisprudenza a Padova nel 1885. Nel 1899 fu nominato professore di diritto romano nell'università di Torino dove rimase fino alla morte (26 settembre 1915); fu esegeta accurato e critico sottile.

Sì ricordino fra le pubblicazioni del B.: Il giuramento nel diritto privato romano, Roma 1886; La ratifica degli atti giuridici nel diritto privato romano, Roma 1889-91; La pena convenzionale secondo il diritto romano, Venezia 1891; Storia del diritto romano, Modena 1896; Della transazione secondo il diritto romano, Torino 1900; Appunti didattici di diritto romano, Torino 1905-1915.

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Fondo Vittorio Brondi

Notizie sul possessore:

Nacque ad Altare (Savona) il 2 aprile 1863 da Mariano e Giuseppina Berruti. Fece i suoi primi studi a Carcare, nel Collegio degli Scolopi, per passare quindi a Savona nel liceo Chiabrera. Nel novembre 1882 si trasferì a Torino, si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza laureandosi nel 1886. Si dedicò allora allo studio del diritto amministrativo, conseguendo nel 1892 la libera docenza e nel 1895 la cattedra nel 1895.

Preside della facoltà di Giurisprudenza di Torino dal 1916 al 1919 e rettore della stessa università dal 1922 al 1924, Brondi fece parte dal 1917 del Consiglio Superiore dell'Istruzione Pubblica e in seguito ne divenne vicepresidente. In questa veste si dedicò al riordinamento del sovrabbondante materiale legislativo relativo all'istruzione pubblica. Nominato senatore nel 1922, intervenne una sola volta nel dibattito parlamentare con un discorso pronunciato nel 1926 sulla riforma dei Decreti Regi in materia di pubblica assistenza. Morì a Torino il 27 marzo 1932.

Notizie sul fondo:

Tra i suoi ultimi lavori è da ricordare il saggio Autarchia (in Atti della R. Accad. d. scienze di Torino, Classe di Scienze Morali, LXII, 19217 pp. 225 e ss.), nel quale chiarì come il concetto di autarchia potesse essere usato soltanto nel significato di autogoverno e non anche, come erroneamente facevano molti giuristi italiani, nell'altro di autosufficienza.

Sono circa 3000 fra opuscoli e monografie, gli esemplari donati da lui e conservati nel Settore Antichi e rari.

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Fondo Mario Chiaudano

Notizie sul possessore:

Nacque da antica famiglia chierese a Roma il 20 novembre 1889da Giuseppe e da Maria Appiano e morì a Torino il 27 dicembre 1973.

Dopo aver frequentato le scuole medie a Roma nel 1901, a seguito della nomina del padre a conservatore dell'Armeria Reale, si trasferì con la famiglia a Torino. Qui frequentò il liceo e la locale Facoltà di Giurisprudenza, approfondendo gli studi di scienze economiche e di storia del diritto italiano. Discepolo di Luigi Einaudi e Federico Patetta, nel luglio 1912 conseguì la laurea discutendo la tesi La finanza sabauda nel secolo XIII premiata, l’anno seguente, dal Consiglio Accademico dell’Università di Torino, allora presieduto da Francesco Ruffini.

Data, modo di acquisizione e storia del fondo:

Il fondo giunge nel 1971 dallo stesso Chiaudano, allo scopo di conservare la sua collezione privata. Condizione irrevocabile, che il fondo venisse unito a quello di Federico Patetta per formare un tutt’uno molteplice, ma indivisibile.

La scelta della donazione alla Biblioteca è spiegata dal sentimento di profonda stima e ammirazione che legava Chiaudano a Patetta, sua guida scientifica, che ne segnò profondamente gli studi soprattutto sulle fonti inedite.

Si tratta di oltre 4000 titoli tra volumi e opuscoli, che comprendono anche 400 esemplari antichi.

Ricca è la collezione di opere di diritto commerciale e di storia economica e finanziaria (in particolare gli studi sugli istituti finanziari del Piemonte).

Un’ultima particolarità degli esemplari è l’ex libris, che reca il motto “In obscura nocte sidera micant”, lo stesso che accoglie il visitatore allo Speco di Subiaco.

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Fondo Salvatore Cognetti De Martiis

Notizie sul possessore

Economista italiano (Bari 1844 – Torino 1901). Nominato professore alle Università di Siena e di Torino (1878), si trasferì nel capoluogo piemontese per insegnare economia politica.

Fu socio nazionale dell'Accademia delle Scienze di Torino (dal 26 giugno 1887), socio corrispondente dell'Accademia dei Lincei, membro del Consiglio superiore di statistica e libero docente in sociologia. Negli ultimi dieci anni di vita, Cognetti assunse la direzione della quarta serie della Biblioteca dell’Economista e fondò il Laboratorio di Economia Politica di Torino. Il fondo a lui appartenuto, monografie, periodici e volumi rari e di pregio, è conservato nel Settore Antichi e Rari.

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Fondo Ermanno Eydoux

Notizie sul possessore:

Nacque il 21 marzo 1915 in Camerano Casasco (Asti) da famiglia di origine francese. Si laureò presso l’Università di Torino in Economia e Commercio.

Arruolato nell’Esercito Italiano durante la Seconda Guerra Mondiale, fu spedito in Jugoslavia, fatto prigioniero e poi liberato dagli Alleati. Rientrò in Italia nel 1945.

Iniziò nel 1946 la sua carriera amministrativa; fu segretario comunale in diversi comuni del nord Italia. Ebbe la nomina a segretario della Provincia di Asti, di segretario generale della Regione Autonoma della Valle D’Aosta e, infine, di segretario generale della Provincia di Torino. Fu anche sindaco di Camerano Casasco.

Vista la sua esperienza maturata in Eritrea tra il 1937 e il 1939, presso i Municipi di Asmara e di Assab, esercitò funzioni di segretario capo del Comune di Mogadiscio e partecipò all'elaborazione del progetto di legge relativo al referendum per l'assetto costituzionale della Somalia, organizzando e dirigendo in modo impeccabile le elezioni amministrative.

Data, modi di acquisizione e storia del fondo:

Fu lo stesso Ermanno Eydoux, ancora vivente, a donare alla Biblioteca Patetta la propria collezione libraria. Lo studioso aveva un forte legame con i docenti afferenti alla Biblioteca, in particolare con il professor Isidoro Soffietti, suo amico.

Eydoux fu uno storico puntuale e rigoroso e donò a più riprese numerosi volumi relativi alla storia della Valle d’Aosta, sia in lingua italiana che francese. Si tratta di circa 200 monografie, la maggior parte edite nel 1900.

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Fondo Marcella Falletti

Notizie del possessore:

Professoressa di Lettere e grande amica di Maria Ada Benedetto, per diversi anni direttrice della Biblioteca Patetta.

Data, modo di acquisizione e storia del fondo:

Marcella Falletti dona il fondo omonimo nel 1979, in virtù della profonda amicizia che la legava a Maria Ada Benedetto.

La collezione, circa 850 volumi riguardanti soprattutto la storia politica, giuridica ed economica della Francia, entra così di fatto a far parte della Biblioteca Patetta. Tra gli esemplari spicca l’Histoire du grand duché de Toscane, sous le gouvernement des Médicis, traduite de l'italien de m. Riguccio Galluzzi (1782).

E’ un fondo piccolo, ma non meno importante rispetto agli altri, soprattutto per il valore morale rappresentato da questo tipo di donazione.

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Fondo Federico Patetta

Notizie sul possessore:

Nato a Cairo Montenotte il 16 febbraio 1867, si laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Torino nel 1887. Dopo un triennio di perfezionamento, intraprende la via dell’insegnamento universitario della Storia del diritto italiano che lo porta dapprima a Macerata, quindi a Siena, Modena e Pisa. Il 6 maggio 1909 viene chiamato a Torino, subentrando a Francesco Ruffini. Qui, insegnerà fino all’anno accademico 1932-1933. A partire dal 1925 tiene anche il corso di Esegesi delle fonti del diritto italiano e ricopre la carica di preside della Facoltà di Giurisprudenza fino al suo trasferimento a Roma, nel 1933.

La bibliografia di Patetta è davvero imponente, per il numero e la qualità delle pubblicazioni scientifiche. Il suo primo e fondamentale lavoro Le ordalie: studio di storia del diritto e scienza del diritto comparato è un saggio pubblicato nel 1890 e ancora citato ad oltre un secolo dalla sua uscita. Il decennio 1890-1900 rappresenta un periodo intenso e fecondo: le ricerche del giovane Patetta si inseriscono nell’acceso dibattito che anima gli storici del diritto in Italia e in Europa, particolarmente in Germania. I suoi studi recano un apporto determinante alla conoscenza delle fonti giuridiche, con la pubblicazione di una serie di saggi, articoli, note, edizioni di testi che rivelano la sua vasta cultura e la padronanza degli strumenti per lo studio critico delle fonti. Ricordiamo, tra gli altri: Il Breviario alariciano in Italia (1891); Contributi alla storia del diritto romano nel Medioevo (1891-92); La lex Frisionum (1892); Adnotationes Codicum Domini Justiniani. Summa perusina (1900).

Se il decennio 1890-1900 fu consacrato da Patetta alla stesura di opere a carattere squisitamente giuridico, con l’inizio del nuovo secolo si assiste ad un cambiamento d’interessi. I temi di storia giuridica, sebbene ancora presenti, tendono a sfumare, per lasciare il posto ad una più varia e composita gamma di argomenti: dalla storia civile a quella letteraria, filologia, storia dell’arte. Sempre con rigore critico e con vigile attenzione ai documenti, per lo più inediti.

(C. MONTANARI, Federico Patetta, in Maestri dell'Ateneo torinese dal Settecento al Novecento, a cura di Renata Allio, Torino, Centro studi di storia dell'Università di Torino, 2004, pp. 356-358.)

Data, modo di acquisizione e storia del fondo:

È il nucleo originario della Sezione Patetta per la sua consistenza patrimoniale: fu acquistato dall’Università di Torino nel 1950, per volontà del Prof. Guido Astuti, allievo di Patetta.

Composto da oltre 80 mila volumi e opuscoli, che privilegiano il filone degli studi storico-giuridici e letterari e ne rispecchiano i molteplici interessi.

Circa 25 mila esemplari sono antichi e comprendono 30 incunaboli, 2878 cinquecentine, 3720 seicentine, circa 10.000 settecentine e numerosi testi rari e preziosi dell’Ottocento. A questi vanno aggiunti una serie di carte geografiche e mappe militari e una raccolta di periodici satirici della seconda metà dell'Ottocento.

Non ultima, la serie di almanacchi, lunari, calendari e strenne dei secoli XVIII e XIX che ci forniscono stralci di un mondo passato. Un materiale di indubbio interesse storico, ma anche di curiosità e di costume, rappresentato da libretti di piccole dimensioni. La raccolta annovera circa 150 esemplari stampati in gran parte a Torino, Genova, Modena, Firenze e Parigi.

Il Fondo Patetta è stato implementato nel corso degli anni dai docenti afferenti alla Biblioteca, con l'acquisto di oltre 600 volumi editi prima del 1831, alcune ristampe anastatiche di opere rare e di un manoscritto datato seconda metà del 1300.

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Fondo Galileo Pinoli

Notizie sul possessore:

Avvocato di Ivrea.

Data, modo di acquisizione e storia del fondo:

Il fondo Pinoli è costituito da circa 113 volumi, di cui oltre la metà antichi. Fu donato dalla Famiglia Pinoli di Ivrea nel 1975. Comprende volumi di dottrina e giurisprudenza dei secoli XVII-XIX.

La parte più cospicua della collezione, oltre 2000 titoli tra libri, opuscoli e periodici di argomento locale, è andata a costituire uno dei fondi più qualificati della Biblioteca Civica “Costantino Nigra” di Ivrea.

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Fondo Silvio Pivano

Notizie sul possessore:

Nacque a Saluzzo il 16 gennaio 1880 e morì a Torino il 15 luglio 1963. Apparteneva ad una famiglia dell’alta borghesia; si laureò a Torino nel luglio del 1900 con una tesi di soggetto romanistico scritta in latino. Perfezionò i suoi studi in Germania ed insegnò nelle Università di Camerino, Sassari e Parma. Approdò infine a Torino dove fu titolare della cattedra di Storia del diritto romano prima e di quella di Storia del diritto italiano poi, nonché Rettore dell’Ateneo dal 1928 al 1937, anni difficili, resi tali soprattutto dall’imposizione del giuramento al regime. Fu collocato a riposo nel 1956 e nominato emerito.

Data, modo di acquisizione e storia del fondo:

Il fondo viene donato nel 1966 da Erminia Bottaro, in ricordo del marito Silvio Pivano, docente di che insegnò nell’Ateneo torinese dal 1933 fino al secondo dopoguerra.

È una raccolta di discrete dimensioni, formata da circa 250 volumi monografici e 1250 opuscoli, editi prevalentemente tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Non manca però di una sua peculiarità.

I volumi trattano in particolare la storia del diritto romano e del diritto italiano, e comprendono alcune pubblicazioni rare come la Tesi di dottorato edita nel 1907 sulla chiesa belga e la Storia del diritto spagnolo del 1925.

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Fondo Francesco ed Edoardo Ruffini 

Notizie sui possessori:

Francesco Ruffini fu un giurista e uomo politico (Lessolo 1863 - Torino 1934). Fu uno dei pochi professori universitari a rifiutare il giuramento al regime fascista nel 1931 e per questo fu dimesso dalla cattedra. Nel campo scientifico può considerarsi il restauratore dello studio del diritto canonico in Italia e il giurista che maggiormente collaborò, insieme con Francesco Scaduto alla prima elaborazione del diritto ecclesiastico italiano.

Edoardo Ruffini storico del diritto (Torino 1901 - ivi 1983); professore universitario, dal 1926 insegnò storia del diritto a Perugia. Nel 1931 fu dimesso dalla cattedra perché, come suo padre Francesco, rifiutò di prestare giuramento di fedeltà al regime fascista. Fu reintegrato nel 1944. La sua opera più notevole riguarda I sistemi di deliberazione collettiva nel medio evo italiano (1927); è autore di importanti studî monografici sulla storia del principio maggioritario nelle assemblee medievali italiane.

Data, modo di acquisizione e storia del fondo:

Il fondo di Francesco ed Edoardo Ruffini consta di oltre 10.000 voci, tra monografie, periodici e opuscoli.

E’ giunto presso la Biblioteca Patetta come donazione irrevocabile di Edoardo Ruffini, che desiderava mettere a disposizione degli studiosi il materiale raccolto dal padre Francesco durante l’arco della sua vita. Il fondo è stato inglobato nel Settore Antico e Raro della Sezione Patetta, conservando la sua provenienza e dicitura per volontà del donatore.

È una ricchissima collezione di opere a carattere storico, filosofico, letterario e scientifico, con particolare riguardo al diritto canonico ed ecclesiastico, e con numerosi titoli in lingua tedesca.

Rarità del fondo è costituita da una delle prime edizioni dell’Encyclopédie di Diderot e d'Alembert (1757), corredata dai volumi di tavole e dal“Decretalium copiosum argumentum”, edizione di Lione, 1513.

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Fondo Gioele Solari

Notizie sul possessore:

Filosofo del diritto (Albino, Bergamo 1872- Torino 1952), ha dato contributi di grande valore allo studio della filosofia giuridica e politica tedesca tra illuminismo e romanticismo.

Ha insegnato nelle università di Cagliari (1922), Messina (1915) e Torino (1918-48). I suoi scritti, che vertono specialmente intorno alla storia del pensiero giuridico e politico (La scuola del diritto naturale nelle dottrine etico-giuridiche dei secoli XVII e XVIII 1904; L’idea individuale e l’idea sociale nel diritto privato 1911; Filosofia del diritto privato 2 voll., 39-40; Lezioni di filosofia del diritto 42 e 52; Studi storici di filosofia del diritto 49), mirano a trasporre l’istanza idealistica, moderna e contemporanea, sul piano della filosofia della società («idealismo sociale»).

Intellettuale di vastissimi interessi, si è dedicato in particolare allo studio della filosofia giuridica e politica tedesca tra illuminismo e romanticismo (con particolare predilezione per l’indirizzo kantiano).

Alla sua scuola si sono formate generazioni di storici, filosofi e sociologi del diritto e della politica, da Piero Gobetti, Alessandro Passerin d’Entrèves, Mario Einaudi, Norberto Bobbio, Renato Treves a Luigi Firpo, Filippo Barbano, Uberto Scarpelli.

Notizie sul fondo:

La biblioteca Bobbio possiede circa 3000 volumi antichi e rari e appartenuti a Gioele Solari.

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Fondo Giovanni Vidari

Notizie sul possessore:

Filosofo e pedagogista (Vigevano 1871 - Torino 1934), professore di filosofia morale nelle università di Palermo (1902-03), Pavia (1903-09), Torino (1910-12), e di pedagogia a Torino (dal 1912). Socio nazionale dei Lincei (1932). Grande conoscitore dell’opera e del pensiero di Kant, ne tradusse molte opere.

Tra i suoi scritti ricordiamo: Rosmini e Spencer (1899), Problemi generali di etica (1901), L'individualismo nelle dottrine morali del sec. XIX (1909) e gli Elementi di pedagogia (3 volumi editi tra il 1916-20).

Data, modi di acquisizione e storia del fondo:

La collezione, piccola ma significativa, è formata da circa 500 volumi, soprattutto a carattere filosofico e pedagogico.

È stata donata alla Biblioteca Patetta per volontà della famiglia, alla fine degli anni Novanta.

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